martedì 21 luglio 2020

Margherita dolcevita

Margherita vive con la sua famiglia, ha 14 anni è tutto scorre normalmente, fino all'arrivo dei nuovi vicini, i signori delbene, che imporranno un nuovo stile di vita, più tecnologico e interessante, in grado di irretire e ammaliare tutti, o quasi... Nonostante il libro sia stato scritto nei primi anni del 2000, periodo in cui la tecnologia non raggiungeva i fasti odierni, riesce a delinearne molto bene il fascino, la curiosità, ma anche le insidie e i pericoli in essa contenuti, il libro scandaglia la voglia e il bisogno di apparire, che spesso pervade e invade in ogni essere umano, disposto a tutto per essere migliore. Lo stile di Stefano benni appare gradevole e scorrevole, un libro leggero ma non troppo, ironico ma con serietà, impregnato di pungente satira, con un minimo di amarezza per i risvolti a cui si arriva. Costituisce un piacevole e leggero diversivo, rispetto alle letture a cui chi scrive è avituato\a. Un libro da leggere o rispolverare volentieri, nonostante come già detto abbia alle spalle qualche anno, riesce a mostrarsi attuale e coinvolgente.

lunedì 8 giugno 2020

La sostanza del male

Geremia Salinger, documentarista di New york, si ritroverà per amore, a vivere a Zibenoc, paese di montagna tra l'Italia e l'''Austria. Qui verrà a conoscenza di una brutta storia avvenuta 30 anni prima, negli anni 80, che coinvolse e sconvolse la piccola comunità spezzando le vite di tre ragazzi, in quello che tutti chiamano il massacro del better black, nome del luogo in cui si svolse il tutto. Salinger intraprenderà un viaggio che lo condurrà negli abissi più oscuri della sua vita e della sua mente, alla ricerca di un assassino rimasto impunito per troppo tempo; per trovare una soluzione, Salinger metterà a repentaglio il suo matrimonio e la sua stessa vita, in un crescendo di suspance e tensione. Dopo una prima parte serena molto differente e placida, che nulla lascia presagire che si tratti di un'intenso e bellissimo triller,il libro si dipana tra passato e presente, per giungere ad un finale inaspettato che terrà il lettore incollato alle pagine dall'inizio alla fine, ben tratteggiati i caratteri e le vicende psicologiche dei personaggi,, dai tormenti interiori allo svolgersi della vita in montagna,, luca dandrea ci regala un libro da leggere e divorare tutto dunfiato.

domenica 8 marzo 2020

wonder

August pulman detto Ogghi, ha una deformazione facciale per questo, la sua famiglia ha scelto di non mandarlo mai a scuola, fino ad 11 anni, in cui per la prima volta, come tutti a quell'età, si troverà a frequentare la scuola media e le conseguenze che ne deriveranno. Wonder è un libro schietto, sincero, onesto a tratti crudo, che niente risparmia al lettore, dai momenti più intensi a quelli un po' piu leggeri, la vita di Ogghi si svolge di pari passo alle vicende di chi lo circonda e, si ha spesso l'impressione di immergersi e vivere, uno spaccato di vita reale, non di stare leggendo un libro e questa sensazione, è ancora più preponderante nel libro, rispetto al film che ne è stato tratto. è un libro e di conseguenza un film, che andrebbe fatto vedere nelle scuole, e sempre tenuto presente nella vita, a partire dai suoi preziosi precetti, per sensibilizzare il mondo, in tema di disabilità e gentilezza.

giovedì 13 febbraio 2020

La vita bugiarda degli adulti

Il nuovo libro di Elena Ferrante, narra le vicende di Giovanna, anche questo libro è ambientato a Napoli e Giovanna, nella sua giovane vita adolescenziale, sperimenterà una forte dicotomia tra la Napoli snob e intellettuale dove i suoi l'hhanno fatta crescere e confinata, e quella dei quartieri e delle origini paterne, culturalmente meno avanzate, che i genitori le hanno sempre nascosto e quando, le maschere che i genitori hanno sempre portato pian piano si sgretoleranno per lasciare posto alla mal celata ipocrisia delle loro vite perfette, Giovanna faticherà non poco a capire da che parte stare, o se vuole stare da qualche parte. Il libro parte molto bene, anche con frasi ad effetto che lo fanno apparire bello, salvo poi sgonfiarsi pian piano, impregnarsi del linguaggio sboccato e pesante a cui l'autrice ci ha abituati nelle sue storie precedenti, fino ad arrivare ad un finale assolutamente poco utile e per niente bello, anche poco elegante, per quanto celato di una delicatezza che vorrebbe essere tale, ma finisce per apparire brutta come tutto il libro, a parte la fase iniziale che, è stata l'unica cosa che mi ha invogliata a proseguire, per poi perdersi nella pesantezza dei dialoghi e delle situazioni narrate. poichè però, un parere è sempre qualcosa di molto soggettivo, è consigliata la lettura ai fini di farsi una propria e legittima opinione, in ogni caso, il parere non troppo positivo sui libri di elena Ferrante, mi viene ancora confermato da quest'ultima opera.

lunedì 30 dicembre 2019

la misura del tempo

Quando Jacopo Cardace viene accusato dell'omicidio di Cosimo Gaglione, la madre Lorenza, decide di chiedere aiuto ad una sua vecchia conoscenza del passato, l'avvocato Guido Guerrieri. La misura del tempo, è un libro che insegna, senza la pretesa di farlo, forse anche inconsapevolmente. Insegna che si dovrebbe avere il coraggio di morire giovani, lasciando un obiettivo, un talento, qualsiasi cosa quando ci rendiamo conto che non ci soddisfa più. Insegna che i problemi, si possono risolvere anche grazie alla filosofia. Insegna in un'ottica shakespeariana, che al dolore visogna sempre dare delle parole, per evitare che sussurri al cuore di spezzarsi. Tra riflessioni intense e dense sulla vita e non solo, e il processo a Jacopo dove l'autore intercalerà il lettore in tutto e per tutto, non risparmiando tecnicismi che a volte possono annoiare ma che nel complesso non dispiacciono, anzi aiutano a capire e dare maggiore senso a tutta la storia. Il libro è piacevole e instilla nel lettore la voglia di proseguire per capire, in un'altalenarsi tra un senso di giustizia e ingiustizia per ciò che legge, per come si svolgono i fatti etc. Credo che l'autore, Gianrico Carofiglio, non abbia nulla da invidiare alla letteratura straniera che si occupa di questo genere, un libro da leggere per gli amanti dei gialli e per chi non disdegna conoscere un po' come si svolgono i processi e la legge.

martedì 12 novembre 2019

I leoni di Sicilia

Quando nel 1799 i fratelli Paolo e Ignazio Florio decidono di lasciare Bagnara in Calabria per trasferirsi a Palermo in cerca e con la speranza di un futuro migliore, non immaginano certo che le loro attività in diversi campi, cresceranno al punto da lasciare un segno indelebile nella storia dell'Italia e naturalmente, della Sicilia in particolare. Stefania Auci ci regala una storia di fragilità e resilienza, caparbietà e lotta, per emergere da quello stato, quel limbo per cui e in cui, per quanto ci si possa provare fino allo stremo, per molti si rimane sempre facchini, il cui sangue puzza di sudore, gente arricchita, che non sarà mai nobile etc. Un libro meraviglioso, un gioiello il cui finale però si sgonfia, lasciando al lettore un senso d'incompiuto, seppur con la consapevolezza che non ci potevano essere finali diversi. Apprezzabili e molto ben fatti i cenni storici che si dipanano in tutto il racconto, mentre invece, quando il libro si addentra troppo negli affari, risulta un po' noioso, ma nonostante tutto, imperdibile e assolutamente da leggere, anche per venire a conoscenza di questa meravigliosa storia fatta di forza, fragilità e coraggio.

giovedì 26 settembre 2019

km 123

Quando il cellulare di giulio, dopo essersi risvegliato da un brutto incidente d'auto si riaccende, e per recapitare i messaggi della sua amante, Ester. La moglie, inizierà così come una perfetta detektive, a mettersi sulle tracce di Ester, cercando e ottenendo, anche la rovina economica di Giulio. Il libro è un crescendo di tensione e situazioni, fino ad un inaspettato colpo di scena. Andrea Camilleri ci regala un breve giallo godibile e piacevole, ma ad impreziosirlo ulteriormente, sono le perle storico culturali, dedicate al giallo italiano, a partire dal suo nome e dai suoi esordi. Lontano dalla Sicilia e dallo storico montalbano, in quanto il libro è ambientato a Roma con accenni Milanesi, Camilleri dimostra nel caso in cui ne avessimo bisogno, di sapersi cimentare in qualunque cosa e contesto, decida di regalarci la sua scrittura e cultura.