giovedì 31 marzo 2011
Me la caverò.
questo blog, porta il titolo di questa grande canzone degli 883 di cui vi posto il testo che reputo magnifico.
Occhi che mi guardano
dallo specchio osservano
occhi a volte un po' troppo severi scrutano
per capire quanto c'è
di diverso come se
dalla faccia e dai capelli fosse semplice
intuire se quello riflesso sono ancora io
se ogni piccolo dettaglio su quel volto è proprio mio
se ce la farò ogni giorno ad affrontare tutto
quello che verrà
tutto quello che verrà
me la caverò
proprio come ho sempre fatto
con le gambe ammortizzando il botto
poi mi rialzerò
ammaccato non distrutto
basterà una settimana a letto
poi verrà da se
ci sarà anche qualche sera in cui usciranno lacrime
ci sarà anche qualche sera in cui starò per cedere
ma poi piano piano tutto passerà
senza accorgermene tutto passerà
il silenzio a volte è
peggio del rumore che
perlomeno copre il bruricare delle idee
che di notte vengono
che di notte affollano
col loro brusio il cervello e lo martellano
e fanno sembrar difficile anche ciò che non lo è
e fanno sembrare enormi anche le cose minime
e così guardo te che dormi accanto e penso
che miracolo
vedi a volte accadono
me la caverò
proprio come ho sempre fatto
con le gambe ammortizzando il botto
poi mi rialzerò
ammaccato non distrutto
basterà una settimana a letto
poi verrà da se
ci sarà anche qualche sera in cui usciranno lacrime
ci sarà anche qualche sera in cui starò per cedere
ma poi col tuo aiuto tutto passerà
senza accorgermene tutto passerà
Occhi che mi guardano
dallo specchio osservano
occhi a volte un po' troppo severi scrutano
per capire quanto c'è
di diverso come se
dalla faccia e dai capelli fosse semplice
intuire se quello riflesso sono ancora io
se ogni piccolo dettaglio su quel volto è proprio mio
se ce la farò ogni giorno ad affrontare tutto
quello che verrà
tutto quello che verrà
me la caverò
proprio come ho sempre fatto
con le gambe ammortizzando il botto
poi mi rialzerò
ammaccato non distrutto
basterà una settimana a letto
poi verrà da se
ci sarà anche qualche sera in cui usciranno lacrime
ci sarà anche qualche sera in cui starò per cedere
ma poi piano piano tutto passerà
senza accorgermene tutto passerà
il silenzio a volte è
peggio del rumore che
perlomeno copre il bruricare delle idee
che di notte vengono
che di notte affollano
col loro brusio il cervello e lo martellano
e fanno sembrar difficile anche ciò che non lo è
e fanno sembrare enormi anche le cose minime
e così guardo te che dormi accanto e penso
che miracolo
vedi a volte accadono
me la caverò
proprio come ho sempre fatto
con le gambe ammortizzando il botto
poi mi rialzerò
ammaccato non distrutto
basterà una settimana a letto
poi verrà da se
ci sarà anche qualche sera in cui usciranno lacrime
ci sarà anche qualche sera in cui starò per cedere
ma poi col tuo aiuto tutto passerà
senza accorgermene tutto passerà
martedì 29 marzo 2011
Under pressure.
Mi approprio indebitamente del titolo di questa canzone dei mitici queen, per descrivere uno statod'animo che accompagna un pò tutti ogni tanto. Under pressure, sotto pressione. Sarà forse il troppo life is now a cui la vita moderna ci ha abituati, a renderci a volte opprimente la vita stessa. Credo che nessuno ormai sappia più conservare almeno una minima dose di pazienza o attesa. Che qualcosa cambi, o che si sistemi. Tutti vorremmo essere artefici del nostro destino, cambiare il corso della nostra vita, ma vorremmo che questo avvenisse nell'immediato, in modo simultaneo. Cancellare ciò che non ci piace, come il classico colpo di spugna su una lavagna. Dire che dovremmo adattarci a parole e facile. Ma tra il dir e il fare... Allora mi viene da chiedermi: Quando ci si sente così oppressi è stanchi dove può risiedere un rimedio, o almeno qualcosa che attenui un po tutto questo? tutta l'insoddisfazione che ci circonda? è perchè in un mondo volto al consumismo come quello di oggi, dove si ha tutto spesso ci si sente così, vuoti come se non si avesse niente? Sarà vero che si stava meglio quando si stava peggio? o più semplicemente, senza scomodare proverbi e luoghi comuni è vero che abbiamo tutto, ma questo tutto colma solo un vuoto materiale, mentre è di qualcosa di esistenziale, spirituale ciò di cui avremmo bisogno? Queste, sono soltanto delle semplici riflessioni senza pretesa alcuna. Credo che nessuno, in nessun tema possa affermare di avere la verità in tasca, o di sapere rispondere a certe domande. Solo che a volte, ciò che si pensa, si sente il bisogno di imprimerlo da qualche parte, e quindi... Si scrive!
lunedì 28 marzo 2011
Silenzio.
Silenzio avvolgente, silenzio parlante, più di mille parole. Silenzio compreso solo da chi ti sa ascoltare. silenzio che arrivi dritto al cuore. Silenzio tetro, opprimente, pesante. Silenzio che racchiudi in te molto d'importante. Silenzio incompreso da chi non sa andare oltre le parole. Silenzio velato di solitudine, mistero, malinconia. Silenzio che racchiude immensa solitudine tanto da voler scappare via. Silenzio che ti avvolge nel suo abbraccio, ritrovato nell'affetto di chi è sincero. Perchè il silenzio parla, ma si mostra solo a chi sa capirlo, è ascoltarlo davvero.
Lanotte.
Lanotte. affascinante e misteriosa, che nel suo imperscrutabile silenzio avvolge ogni cosa. Che col suo manto di pensieri inespressi ti protegge e ti culla, la notte dove si vive meglio con più chiarezza e trasparenza, dove non c'è stress e tutto e più fluido e lento, ogni battito, riflesso o movimento. La notte dove puoi scegliere se vivere o dormire, o ascoltare il tuo silenzio, dove però se ti ascolti ogni cosa assume un altro senso, un'altra proporzione, la notte che catapulta la nostra vita in un'altra magica dimenzione. La notte che a molti fa paura, ma per chi ama vivere e la più grande e bella avventura. Fatta di magiche e intense atmosfere, dove ansie e incomprensioni, diventano leggere oamplificate, , perchè infondo tutto e soggettivo, solo un punto di vista diverso, che però è ciò che rende il genere umano così variegato e complesso. La notte, dove ognuno in modo diverso può rispecchiarsi. Decidere di viversi, raccontarsi, ascoltarsi, o addormentarsi. La notte, che nel bene e nel male ti rende te stesso, Privandoti di tutta la rigidità che il giorno impone. La notte, che tra misteri, fascino, e pensieri, infondo è una grande attrazione!
venerdì 25 marzo 2011
Mi manchi.
Mi manchi, perchè eri è resti importante. Unico punto fermo, di riferimento, di una vita in continuo mutamento. Mi manca il dolce suono della tua voce, pronto A spronarmi rendendomi capace e sicura, di poter fare ogni cosa. Perchè Con una vera amicizia accanto, niente sembra impossibile. Nemmeno scalare la montagna più tortuosa. Ora che non ci sei, fa tutto più paura. Mi manca quel senso di protezione, che forse in nessuno ritroverò più nella stessa misura. Mi manca un tuo abbraccio, che con la sua sincera profondità è il suo calore, riusciva più di ogni cosa a scaldarmi il cuore. Mi manca il tuo essere leale e forte nel darmi coraggio, anche quando farcela sembrava difficile. Ma tu c'eri, e rendevi leggero ogni traguardo, fino al raggiungimento di ogni obbiettivo, restavi li, a tenermi la mano, ed io avevo la certezza che solo avendoti accanto sarei arrivata lontano. Cogliendo la profondità di tutto, Perchè niente avrebbe mai potuto scalfire il nostro affetto. Distruggere quel miracolo, che ricreare adesso è diventato solo un enorme ostacolo. Resto quì, perdendomi nei miei pensieri, rivivendo solo un nitidissimo ieri. Un passato troppo recente per essere cancellato, e devo solo a te è a ciò che ci ha unito, molto di ciò che sono adesso e che a tutto questo mi ha portato.
giovedì 24 marzo 2011
Ombre.
Ombre. Che si riflettono come oscuri pensieri, nella vita di chi non è capace, di lasciarsi andare ad ampi sorrisi, se dentronon riesce a sentirsi felice. Ombre. che rendono tutto un po più tetro, oscuro, il presente, il passato, ma ancor più l'imminente futuro. Ombre. che fanno male al punto da costringerci a provare quella sorta di bonaria invidia fastidiosa, per chi riesce a vivere ipocritamente, sbandierando una vera o presunta felicità, da soli, con se stessi, o immezzo alla gente. Celando ogni cosa sotto quel manto oscuro di velata tristezza, che contraddistingue ogni essere umano. Ombre. Che più di ogni cosa vorremmo scacciare, dai nostri pensieri, dalla nostra vita, sperando che lascino posto ad una felicità sfrenata, ed infinita. Ombre. Che forse potremmo allontanare, se con più ottimismo, serenità, e calma, riuscissimo a vivere.
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