domenica 6 novembre 2011
Oscurità.
Oscurità, compagna di vita per qualcuno, ma infondo piacevole a nessuno. Oscurità cheaccompagni chi non vede, ma se questo è vissuto nei suoi lati positivi alla tristezza che tu porti non si cede. ma quando invece a non vedere e la mente perpregiudizi o chiusura mentale, a quel punto l'oscurità offusca le persone in modo globale. Nel loro insieme, dal soma ai sentimenti, Ne annienta il progresso, l'intelligenza gli intenti. Oscuro diventa l'uomo che non apre la mente, ad ogni forma di vita, religione, o contatto con la gente. Di ogni razza, etnia o colore, lasciando spazio solo al rispetto, alla comprensione, all'amore. Che infondo si nasconde in ogni essere umano concepito come tale, Ma ormai offuscato dal grigiore di un mondo che assorbe solo il bene lasciando tutto il male. Affrontando questo tipo di argomenti si rischia di apparire retorici o banali, perchè si preferisce il vaquo essere di parole vuote dette da persone superficiali. Che in massa popolano questo nostro universo, vivendo per l'apparire uniformandosi agli altri, a discapito del vero valore di essere e vivere come se stesso.
sabato 5 novembre 2011
Voglia di scrivere ma... cosa?
Mi trovo qui, in questo inizio serata dei primi giorni di un novembre che ha tutta l'aria di essere grigio, ugioso e freddo. D'improvviso, si fa strada in me la voglia di metter giù qualche riga come sfogo, riflessione, o pensiero. Non so ancora bene di cosa parlare e di certo se penso a ciò che nell'altra stanza odo dalla tv accesa di cose da dire ce ne sarebbero tante. Ma le cose che ormai quella black box che è la tele ci ha abituati a vedere non forniscono solo spunti per scrivere o dialogare, ma ancor più per arrabbiarsi, intristirsi, o indignarsi. Quindi no, forse meglio lasciare la tele come spunto di riflessione e parlare d'altro. Le pessime condizioni meteo di questi ultimi giorni in Italia, mi fanno pensare che quando la natura decide di prendersela per come l'uomo l'ha maltrattata fa davvero sul serio non risparmiando niente e nessuno. Madre natura, già. Ma quale madre ucciderebbe i suoi figli in modo così impietoso? molte forse a giudicare dai fatti di cronaca nera che ci hanno quasi abituati a sorbire. e ancora c'è qualche demente che crede che il 2012 alle porte sarà l'ultimo anno di vita perchè il 21 dicembre come hanno profetizzato i maia il mondo finirà. Non basta forse già tutto questo per rendersi conto che il mondo è pieno zeppo di piccoli 2012? di tanti laceranti fenomeni apocalittici che avvengono in diversi modi? Domande che restano qui archiviate in un blog. Domande a cui niente e nessuno potrà fornire risposte. Anche perchè, quando non si riescono a trovare parole giuste, appropriate, meglio tacere e se è possibile, donare sollievo col calore del contatto umano.
venerdì 4 novembre 2011
giovedì 3 novembre 2011
mercoledì 2 novembre 2011
Unica.
Il secondo testo che voglio invece proporre alla vostra lettura, è unica. Tratto dall'omonimo album in uscita il 19 novembre, di uno dei miei cantautori preferiti. Il romano Antonello Venditti. o sentito questo singolo per laprima volta in radio ieri mattina, e come spesso accade quando ci troviamo ad ascoltare un nuovo singolo dei nostri artisti preferiti, l'ho amato da subito!
Noi due non ci parliamo
noi due non ci vediamo,
noi due due foglie cadute dallo stesso ramo.
Noi due che dell'errore abbiamo fatto amore,
noi due due arterie diverse dello stesso cuore.
Tu, ora dove sei?
Se vivi un'altra storia, con chi stai?
Chi ti prenderà,
chi ti stringerà,
chi ti griderà "sei unica"?
(Che danno è l'amore)
E passa il tempo lento, mi giro e mi tormento
e se ti chiamo lo so che trovo sempre spento
perché non ci parliamo,
perché non perdoniamo?
Noi due, due foglie cadute dallo stesso ramo
Tu, dimmi dove sei?
Se vivi un'altra storia, con chi stai?
Lui ti prenderà,
lui ti stringerà,
lui ti griderà "sei unica"?
noi due non ci vediamo,
noi due due foglie cadute dallo stesso ramo.
Noi due che dell'errore abbiamo fatto amore,
noi due due arterie diverse dello stesso cuore.
Tu, ora dove sei?
Se vivi un'altra storia, con chi stai?
Chi ti prenderà,
chi ti stringerà,
chi ti griderà "sei unica"?
(Che danno è l'amore)
E passa il tempo lento, mi giro e mi tormento
e se ti chiamo lo so che trovo sempre spento
perché non ci parliamo,
perché non perdoniamo?
Noi due, due foglie cadute dallo stesso ramo
Tu, dimmi dove sei?
Se vivi un'altra storia, con chi stai?
Lui ti prenderà,
lui ti stringerà,
lui ti griderà "sei unica"?
Diamanti e caramelle.
Come ben sapete, mi piace postare i testi dei brani che più mi piacciono. Eccovi due testi di nuovissima pubblicazione, come i brani dei quali fanno parte. Il primo, e il testo del nuovo singolo degli stadio, dal titolo diamanti e caramelle, tratto dal loro omonimo album.
Sei stata grande più dell’universo
più semplice del pane
più calda dell’acciaio fuso
e fragile come carta di giornale
sei stata un passaggio perfetto
sono io che ho sbagliato
potevo calciare più in basso
ma forse è stato meglio sbagliare
a volte serve per imparare
non c’è lezione che non faccia male
ogni minuto il tuo pensiero mi assale…
Qui è come se domani
non ci fossero più stelle
è come se diamanti
diventassero caramelle
è come se il mattino
non portasse mai più il sole
è come se ogni mio gesto avesse un nome
errore
e sono qui.
Sei stata bella come un giorno al tuo fianco
distratta come la lontananza
veloce come il tempo che passava
di notte nella tua stanza
sei stata pioggia sui nostri sbagli
un libro aperto quando piangevi
sei stata forte nel chiedere aiuto
e commozione quando lo hai dato
non c’è lezione che farà più male
di stare fermo seduto a aspettare
Ma è come se domani
non ci fossero più stelle
è come se diamanti
diventassero caramelle
è come se il mattino
non portasse mai più il sole
come se il mio destino avesse un nome
errore
e sono qui.
Ma è come se domani
non ci fossero più stelle
è come se diamanti
diventassero caramelle
è come se il mattino
non portasse mai più il sole
come se ogni mio giorno avesse un nome
errore
ma resto qui
io resto qui
più semplice del pane
più calda dell’acciaio fuso
e fragile come carta di giornale
sei stata un passaggio perfetto
sono io che ho sbagliato
potevo calciare più in basso
ma forse è stato meglio sbagliare
a volte serve per imparare
non c’è lezione che non faccia male
ogni minuto il tuo pensiero mi assale…
Qui è come se domani
non ci fossero più stelle
è come se diamanti
diventassero caramelle
è come se il mattino
non portasse mai più il sole
è come se ogni mio gesto avesse un nome
errore
e sono qui.
Sei stata bella come un giorno al tuo fianco
distratta come la lontananza
veloce come il tempo che passava
di notte nella tua stanza
sei stata pioggia sui nostri sbagli
un libro aperto quando piangevi
sei stata forte nel chiedere aiuto
e commozione quando lo hai dato
non c’è lezione che farà più male
di stare fermo seduto a aspettare
Ma è come se domani
non ci fossero più stelle
è come se diamanti
diventassero caramelle
è come se il mattino
non portasse mai più il sole
come se il mio destino avesse un nome
errore
e sono qui.
Ma è come se domani
non ci fossero più stelle
è come se diamanti
diventassero caramelle
è come se il mattino
non portasse mai più il sole
come se ogni mio giorno avesse un nome
errore
ma resto qui
io resto qui
iPhone.
Finalmente anche dal mio iPhone, oggetto che amo smodatamente per i suoi aspetti ludici, ho capito come accedere al blog. Questo e infatti un post di prova pubblicato con il mio device, per capire come si posta anche da qui. Sapete che in ambito tecnologico mi piace sperimentare, e sperimentarmi. Allafine, ho dovuto riaffidarmi però al caro vecchio pc per correggere gli errori a questo post dopo averlo già pubblicato con l'iphone. Segno che il touchscreen da me molto amato, almeno nel correggere gli errori e nell'evitarli specie in post lunghi è ancora poco funzionale. L'idea di postare sul blog qualunque cosa anche in mobilità come avviene già per tutte le piattaforme a cui sono iscritta mi piace molto. Non so ancora in che sezione del blog inserirò questo post. Vedremo!
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