lunedì 4 aprile 2011

Max Pezzali - Terraferma - 4 - Terraferma (HD)

Terraferma.

Il mio costante scrivere  su questo blog, mi fa ritrovare molto nel testo di questa a mio avviso bella canzone del mio idolo musicale Max pezzali. Per tanto vi posto il testo, e poi sicuramente anche il Brano!


E’ una canzone un po’ diversa
da quella che tu ti aspettavi ma
si sa che ogni lasciata è persa
se non la scrivo lei non tornerà
Continuerà a volare in giro
fi nché non troverà uno come me
ma meno timido e insicuro
che sappia raccontare e scrivere
Le emozioni ed i momenti
le gioie immense ed i tormenti
che sennò non si ricordano fuggono
e perciò per te la scriverò subito
In modo che non vada persa la nostra poesia
la nostra immensa e assoluta energia
e la silenziosa complicità
in mezzo alle urla del mondo
Terraferma tra le onde dell’oceano
soluzione e cura di ogni male
Terraferma che i marinai inseguono
e che le stelle mi han fatto trovare
quando ero perso in alto mare
Scriverò ininterrottamente
fi nché di rime non ne avrò più
senza dimenticare niente
al punto che dovrai fermarmi tu
Dal raccontare troppe cose
sarebbe meglio ne togliessi un po’
a volte basta già una frase
gli sguardi muti spesso parlano
Più di parole urlate al vento
nell’entusiasmo del momento
ma che al vento non resistono volano
mentre sopra a un foglio vivono restano
In modo che non vada persa la nostra poesia
la nostra immensa e assoluta energia
e la silenziosa complicità
in mezzo alle urla del mondo
Terraferma tra le onde dell’oceano
soluzione e cura di ogni male
Terraferma che i marinai inseguono
e che le stelle mi han fatto trovare
quando ero perso in alto mare
Scriverò ininterrottamente
fi nché di rime non ne avrò più
senza dimenticare niente
al punto che dovrai fermarmi tu

Il piacere di scrivere.

Oggi, mi ritrovo ad aver voglia di scrivere, probabilmente per il mero piacere di farlo. Di solito però, quando ci si trova in queste situazioni, non si sa mai ne cosa dire, ne da dove cominciare a scrivere. Da quando ho voluto creare questo spazio in cui poter mettere nero su bianco i miei pensieri, ho ritrovato il gusto e il piacere della scrittura; Del dialogo con se stessi potremmo dire, perchè poi, e a ciò che ci si riduce infondo quando si decide di scrivere raccontandosi. Una sorta di introspezione non affidata ai soli pensieri, non gettata al vento. Ma impressa da qualche parte; Quasi a testimoniare quando decideremo di leggerla a distanza di tempo, o di farla leggere a qualcuno, ciò che siamo stati, i cambiamenti repentini  se pur momentanei della nostra vita. Tutto sommato, se riflettiamo, probabilmente finiamo per accorgerci che siamo tutti lunatici. perchè? vi chiederete. Semplice: perchè ad esempio adesso scrivo. Tra qualche secondo potrei non avere più voglia di farlo. ciò che scrivo oggi non mi  ritrova nello stesso stato d'animo in cui ero quando ho scritto ieri,  o qualche mese fa. Ma non solo con la scrittura, nella vita in generale. Oggi vi potreste sentire felici per qualcosa, un attimo dopo arrabbiati o scontenti. Forse aveva ragione Eraclito, uno dei miei filosofi preferiti nell'affermare che tutto scorre. Che non ti puoi bagnare due volte nello stesso fiume perchè anche a  distanza di secondi l'acqua non sarebbe la stessa. e davvero tutto un ricambio? uno scorrere a cicli così rapidi? tutto può davvero mutare in una frazione di secondo? be, direi proprio di si. Come credo fortemente che il bello della vita, una delle tante cose belle di questo dono magnifico, risieda proprio nel suo continuo mutare, che quindi lascia sempre dietro se quella scia di indelebile speranza. Pronta a non farci mollare mai nei momenti difficili, con lla certezza che tanto, prima o poi... Tutto cambia!

domenica 3 aprile 2011

Ricordi.

Ricordi. Che arrivano all'improvviso, come gelide raffiche di vento sul viso. Ricordi. Che fondendosi ai pensieri, ti riportano indietro,  ricordi che a volte fanno sembrare tutto un pò più tetro. Ricordi. Che parlano d'amore, speranza, futuro.    con pensieri che ti rendono insicuro. Ricordi. Densi, di felicità o sconforto.  Ricordi cupi, che ti rendono incerto.   Ricordi mai costanti, in continuo cambiamento, proprio come la vita, in perenne movimento.  Ricordi che fluiscono, da cui ci si lascia avvolgere e trascinare,     ricordi che scorrono come un fiume fa verso il mare.  Ricordi, che mai si stancheranno, e che sempre e per sempre nel corso della nostra vita, ci accompagneranno.

sabato 2 aprile 2011

Lentamente muore.

Non potevo non postare la mia poesia preferita di Marta Medeiros, ma attribuita erroneamente da tutti a Pablo Neruda.

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia di vestire un colore nuovo,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero al bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.
Muore lentamente,
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente,
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore,
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità.

Ode alla vita, di Martha Medeiros

venerdì 1 aprile 2011

Desiderata( Dopo il testo, la storia!)

Questo testo bellissimo viene quasi sempre presentato come “Manoscritto del 1692 trovato a Baltimora nell’antica chiesa di San Paolo”.
In realtà invece la vera storia del manoscritto è la seguente.
Nel 1959 il reverendo Frederick Kates rettore della chiesa di St. Paul, a Baltimore, Maryland, incluse questo pensiero in una raccolta di materiale devozionale.
In cima alla raccolta, c’era l'annotazione “Old St. Paul’s Church, Baltimore, A.C. 1692″, che è l’anno di fondazione della chiesa… da qui l’equivoco.
In realtà, l’autore di questi versi, Max Ehrmann, un poeta di Terre Haute, Indiana,
vissuto dal 1872 al 1945, e scrisse Desiderata intorno al 1927.
 Tuttavia ciò che dice… resta senza tempo… ed in essa si percepisce chiaramente
un profumo di verità eterna ed è per questo che il testo ha avuto successo in tutto il mondo.…

Desiderata.

Per quanto mi cimenti nella scrittura di pensieri o poesie  più o meno belli o significativi, non sarò mai capace di eguagliare
questo manoscritto che resta tra i miei preferiti, e che per tanto ho deciso di postare.


Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta,
e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.
Finché è possibile senza doverti abbassare,
sii in buoni rapporti con tutte le persone.

Dì la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi e gli
ignoranti, anche loro hanno una storia da raccontare.

Evita le persone volgari e aggressive; esse opprimono lo spirito.
  Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio e acredine,
perché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te.

Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.
Conserva l’interesse per il tuo lavoro, per quanto umile;
è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.

Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli.
Ma ciò non acciechi la tua capacità di dinstinguere la virtù;
molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.
Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti.
         Sii te stesso.  
Soprattutto non fingere negli affetti, e neppure sii cinico riguardo all’amore;
poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l’erba.

Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall’età,
lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.

Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l’improvvisa sfortuna,
ma non tormentarti con l’immaginazione.

Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. Al di là di una
disciplina morale, sii tranquillo con te stesso.

Tu sei un figlio dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle;
Tu hai il diritto di essere qui.

E che ti sia chiaro o no,
non vi è dubbio che l’universo ti stia schiudendo come si dovrebbe.
Perciò sii in pace con Dio, comunque tu lo concepisca,
e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni,
conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita.

Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati e i sogni infranti,
è ancora un mondo stupendo.

Fai attenzione.
Cerca di essere felice.