sabato 9 luglio 2011

Persone.

Di persone, ne esistono tante. Quelle fantastiche, che ti fanno sentire importante e ti restano dentro, colpendo del tuo cuore proprio il centro. Quelle che ti rendono sereno, delle quali sai che difficilmente  riusciresti a fare a meno. Quelle speciali che ti rendono diverso, e della tua vita cambiano il corso rendendoti . Più sensibile, migliore o semplicemente un pò  estroverso. Quelle che invece ti fanno male ma che se ti fermi a pensare, sai che non ti potranno mai cambiare. Quelle che ti infondono coraggio, e vorresti accanto sempre lungo ogni nuovo viaggio, a tenerti la mano  inogni impresa, facendo così sembrare la tua vita un pò più in discesa .  Persone con cui affronti il quotidiano, in tutti i suoi aspetti, e sai che devi accettarne i pregi ma spesso ancor più i difetti. Persone che restano solo un caro ricordo, persone che invece fanno parte di un sordo dispiacere, anche se dentro te a loro continui ancora a tenere. Persone delle quali senti più di qualunque cosa una forte mancanza, persone  alle quali hai dato inutilmente importanza nel  bene e nel male, perchè ti hannofatto qualcosa di sbagliato, , oppure perchè ti hanno fatto sentire speciale. Con un gesto o una carezza, che ha donato alla  tua vita qualche certezza  e un pò di conforto, magari in un momento dove tutto sembrava incerto.   Di persone ne esistono di svariate categorie, ma per accettarle tutte, bisogna aprire la mente e andare al dilà di ogni pregiudizio, o di facili  inutili, e banali stereotipie!

giovedì 7 luglio 2011

Parole.

Parole vere, sincere abberranti. Parole che narrano momenti importanti. Parole taglienti, parole inquietanti. parole    che ci fanno sentire distanti,. Distanti da chi ami e vorresti accanto, ma basta una parola e ogni sentimento si dissolve come polvere al vento. Parole intense, colme d'affetto, parole che racchiudono anche un implicito rispetto. Parole ferme,  dentro un nodo in gola, che vorresti urlare. Per far capire, a chi ormai ha smesso di ascoltare; Perchè ferito , da altre parole , che hanno sciolto in lacrime ogni sentimento come fa la neve all'arrivo del sole. Parole pensate,  quasi modellate come argilla in ogni forma, che nella mente lasciano un'indelebile orma di dispiacere per tutto ciò che avresti voluto, ma non sei mai riuscito a dire. Parole pungenti,  parole urticanti, come spine, che fanno assumere al cuore l'aspetto  di un mare in confusione, preda di forti onde, parole urlate al vento ma a cui nessuno risponde a cui nessuno fa eco. Parole serene, ricche di speranza, che fanno assumere alla vita una migliore, e diversa sembianza. Più festante e spesso colorata , di chi ode   parole, che infondono una gioia in aspettata.

Solo e pensoso.

Altra opera letteraria che ho avuto modo di conoscere e  amare al liceo, e questa tratta dal canzoniere di Francesco Petrarca.



    Solo e pensoso i più deserti campi

vo mesurando a passi tardi e lenti,
e gli occhi porto
per fuggire intenti ove vestigio uman l'arena stampi.
Solitario e pensieroso i luoghi più abbandonati
vado segnando con il mio passo lento e cadenzato
e rivolgo lo sguardo, attento ad evitare
ogni luogo toccato da orma umana.
Altro schermo non trovo che mi scampi

dal manifesto accorger de le genti,

perché negli atti d'alegrezza spenti
di fuor si legge com'io dentro avampi:
Altro rifugio non so trovare che mi protegga
dall'attenzione ( indiscreta ) della gente;
< poiché > nei miei gesti privi di ogni serenità
esteriormente si intuisce come io, nell'intimo, arda d'amore:
sì ch'io mi credo omai che monti et piagge

e fiumi et selve sappian di che tempre

sia la mia vita,
ch'è celata altrui.
cosicché credo ormai che monti, pianure
fiumi, boschi conoscano di che tenore
è la mia vita, che pure è tenuta segreta agli altri.
Ma pur sì aspre vie né sì selvagge

cercar non so
ch'Amor non venga sempre

ragionando con meco, et io co·llui.

Del resto nessun angusto e solitario luogo
so trovare, in cui Amore non mi accompagni in ogni istante
parlando con me ed io con lui.

lunedì 4 luglio 2011

Perdere.

Perdere. che spesso non è soltanto il contrario di vincere. Perdere. Che quasi sempre vuoldire fingere di star bene per aver perso qualcosa a cui tenevamo. Perdere, e celare l'amarezza di una sconfitta, perdere è non far caso alla fitta che arriva dritta alcuore, quando perdi  il raggiungimento di un sogno, un obiettivo, o un amore. Perdere, che è sinonimo di ricominciare con sempre più convinzione, per tornare a sperare di vincere ogni sfida, mettendoci sempre più passione. Perdere ogni cosa ma mai il coraggio, per intraprendere ogni inizio, cercare ogni meta,  per poter poi  concludere ogni nuovo viaggio. Perdere  significa accettare e capire, che ogni cosa può cambiare e stravolgere il corso della vita, cheinfondo ha solo qualche meta prefissata, ma mai  realmente ben definita.

martedì 28 giugno 2011

La metafora del ciclista.

Questo post voglio rivolgerlo a quanti sono felici per le mete raggiunte, o quelle che stanno raggiungendo, ma che come un ciclista a pochi metri dal traguardo si sentono stanchi e spossati a pochi passi o metri, dalla meta ambita che la vita ha preservato per loro, o che loro hanno fatto si che la vita la stabilisse cambiandone il corso. Si dice che siamo noi gli artefici del nostro destino, e forse può pure essere vero. O più probabilmente no, si ha bisogno di pensare e credere che sia un'entità superiore a darci una mano per far sì che ogni cosa prenda questa o quella svolta nel corso della vita che viviamo. e io, direi che questa seconda ipotesi mi sembra quella più accreditata, di qualunque entità, o religione si tratti. Tornando però alla metafora del ciclista che è stanco e riesce a stento a trovare la forza di percorrere i pochi metri  che lo porteranno a tagliare il traguardo, vorrei che chi leggesse queste parole magari trovandosi in una situazione di simile stanchezza, trovasse la forza di pensare di non arrendersi mai,  e dopo averlo pensato, quella di mettere in pratica con  ogni mezzo il modo per arrivare alla fine di ogni obiettivo  ricordandosi anche, ma solo per trarne spunto ed esempio, che nella vita, ci saranno sempre persone che raggiungeranno mete e traguardi, molto più grandi e importanti di quelli che a noi sembrano insormontabili, specie nel momento in cui stiamo per raggiungerli e pensiamo di non farcela. Perchè credo che in ogni situazione, anche in quelle che ci sembrano le peggiori, anzi, per quanto possa apparire un paradosso, e proprio in  quelle e da quelle che dobbiamo trarre più forza, e comprendere quanto   la vita sia sempre e comunque degna di essere vissuta, bella, o brutta che sia!

mercoledì 22 giugno 2011

Preghiera.

Spesso, come la maggiorparte degli uomini mi chiedo e ti chiedo: Perchè mi hai messo al mondo? in che modo potrò compiere il disegno divino che tu hai stabilito per me?  Infondo credo che nessuno sia indispensabile, tanto meno io. Persona normalissima, forse con qualche qualità anche se tanti direbbero moltissime. Che vive come un dono e per certi versi  con molta incoscenza la situazione che tu hai scelto di farle vivere. Poi però, accolgo ascoltandola la sofferenza di quelle persone che tu hai scelto di mettermi accanto. Neascolto lo sconforto, il dolore, la tristezza. e la sola cosa che mi rende felice al termine di un dialogo con qualcuno, e il loro grazie perchè è servito a farli star meglio,  edè  questa per me  la cosa che  appaga di più in assoluto. Allora comprendo che forse signore, e questo che tu mi chiedi. che io diventi attraverso te strumento di aiuto per chi davvero ne ha bisogno. Ti prego soltanto di donarmi la forza necessaria affinchè io possa riuscirci, e non scoraggiarmi mai.  Donami la bontà di far sì che ciò che mi accingo a fare, non diventi solo un lavoro remunerato e portato avanti per questo,  ma un aiuto concreto per quanti lo desiderano. Fa che possa portare avanti ogni cosa intrapresa con lo stesso amore ed entusiasmo che ho avuto fino adesso, e superare ogni momento di cedimento con il tuo aiuto. Fa che la paura dell'inadeguatezza nei confronti di ciò che diventerò e che mi a portato a scrivere queste parole, possa trasformarsi in autentico rispetto e amore per tutte le persone che attraverso il mio lavoro chiederanno il mio aiuto.

domenica 19 giugno 2011

Meta, o traguardo.

Eccomi qui, a scrivere dopo tanto tempo. Scrivere di cosa? di come la vita  ci porti   alle soglie di un importante traguardo, una meta, il raggiungimento di un obbiettivo, o  comunque lo si voglia chiamare. Scrivere di quanta felicità ci sia in tutto questo. Ma anche di come ci si senta piccoli e impotenti di fronte alla sofferenza umana, e ci si chieda se si sarà o meno adatti a fronteggiarla facendosene carico. Se si è fatti lascelta giusta, se è realmente la nostra strada quella che stiamo per imboccare. O se invece non stiamo sbbagliando tutto e dovremmo tornare indietro. Scrivere di come ci si senta persi e smarriti difronte alle proprie insicurezze, mentre resti una forte e consolidata roccia  agli occhi del mondo. Si dice che quando qualcuno  pone su se stesso simili interrogativi, allora significa che sia sulla  giusta strada per intraprendere ciò che si è prefisso. Questo però, a nessuno e dato  saperlo con assoluta certezza. Per cui, seppur con ogni timore, la cosa migliore da fare e sempre quella di correre e non fermarsi. Infondo, se una meta si sta raggiungendo,  è perchè forse, quando abbiamo deciso di incamminarci verso di essa, sapevamo che ne potevamo ottenere il raggiungimento.